Tutto ebbe inizio nel luglio del 2012 con una telefonata, giunta dagli Stati Uniti, dall’amico giornalista  italoamericano Antonio Lombardi, che  chiedeva  dettagli sulla  corsa automobilistica Grosseto-Livorno, del lontano 1901. Siamo caduti dalle  nuvole, dato che non ne avevamo mai sentito parlare; lo stupore si trasformò subito  in entusiasmo  quando Lombardi raccontò che la gara  fu vinta  dal pilota  Felice Nazzaro, al suo debutto.
Iniziammo una paziente ricerca alla  biblioteca di Livorno, consultando le copie de “La Gazzetta Livornese” dell’epoca e anche negli gli archivi del giornale Il Tirreno per trovare notizie della corsa su  “Il Telegrafo” (così si chiamava all’epoca il quotidiano livornese).
Arrivammo così ai resoconti giornalistici che ci fornirono interessanti notizie e che ci permisero di definire meglio l’evento:
Innanzitutto la partenza avvenne da Piombino a causa delle abbondanti precipitazioni che resero la strada nei pressi di Grosseto impraticabile;  il percorso previsto  di 150 km fu così  ridotto a  82 km.
Poi scoprimmo che fu proclamato vincitore il conte Camillo della Gherardesca, che era il proprietario della vettura (una F.I.A.T. 12 HP Corsa), pilotata in effetti da Felice Nazzaro, appena assunto dalla nascente industria torinese. Si usava così !
Fu un grande successo anche per la FIAT, fondata appena due anni prima, che riuscì sorprendentemente a vincere, sbaragliando anche la potente Panhard Levassor 32HP
Anche nell’archivio storico del Comune di Piombino trovammo materiale: la delibera di Giunta relativa alla corsa e alcune preziose fotografie della partenza.
E’ molto strano che non abbiamo trovato traccia di questo avvenimento su libri di storia dell’automobilismo e su materiale edito promozionale edito dalla stessa Fiat, tranne un brevissimo accenno su “ Storia dell’Automobilismo Toscano” di Leonardo Ginori Lisci e “Lampi sul Tirreno” di Maurizio Mazzoni.

L’evento motoristico, organizzato dal Comitato per le Feste Livornesi  prevedeva per sabato 24 agosto la gara di resistenza da Piombino a Livorno, domenica 25 alle ore 10 una sfilata da Antignano al Cisternone, lunedì 26 alle ore 10 la corsa di accelerazione di 500 metri ad Antignano  ed alle ore 17 una gara di dirigibilità alla rotonda dell’Ardenza.
I veicoli iscritti alla corsa vennero divisi per categorie:
Iᵃ categoria, grosse vetture oltre 1.000 kg,
IIᵃ categoria, vetture leggere meno di 1.000 kg,
IIIᵃ categoria, vetturette fino a 450 kg,
IVᵃ categoria  tricicli e Vᵃ categoria motocicli.

Vincitori  “Gran Premio Sua Maestà il Re”  gara di velocità da Piombino a Livorno , 82 km
24 agosto 1901:
Iᵃ categoria,
vetture oltre 1.000 kg :
Felice Nazzaro su Fiat 12HP Corsa in 1,49’54media 44,77 km/h
IIᵃ categoria,
vetture sotto i 1.000 kg:
Galileo Serafini su Panhard  in 2.08’57        media 38,15 km/h
IIIᵃ categoria,
vetturette, meno di 450 kg:
Edoardo Werheim su Darracq  in  2.02’07    media 40,29 km/h
IVᵃ categoria,
tricicli:
Gaston Osmond su De Dion  in  2.08’57    media 38,15 km/h
Vᵃ categoria,
motociclette: nessuno arrivò al traguardo, Renzo Mazzoleni su Ceirano si ritirò a Vada mentre l’ing. Emanuele Rosselli su Rosselli di sua fabbricazione  si ritirava dopo la partenza per la difficoltà sulla strada che era ridotta ad una palude a causa del maltempo.

Gara di accelerazione,  Antignano,   metri 500, 26 agosto 1901:
Iᵃ categoria,
vetture oltre 1.000 kg :
Felice Nazzaro su Fiat 12HP in 25’’       media 72 km/h
IIᵃ categoria,
vetture sotto i 1.000 kg:
Fiamberti su De Dion in 31’’                    media 58,064 km/h
IIIᵃ categoria,
vetturette, meno di 450 kg:
Edoardo Werheim su Darracq    32’’      media  56,250 km/h
IVᵃ categoria,
tricicli:
Gaston Osmond su De Dion        21’’1/5 media  84,905 km/h
Vᵃ categoria,
motociclette:
Renzo Mazzoleni su Carcano in 26’’1/5  media  68,702 km/h

La corsa non ebbe incidenti e fu un grande successo (come riportato dalle cronache del tempo) nonostante, ad Antignano, il tram continuasse il suo servizio durante la gara di accelerazione, con evidente pericolo .
L’evento ebbe anche una risonanza mondana con discorsi, brindisi, rinfreschi e la fastosa premiazione finale, con medaglie e premi in denaro.
Alcuni appassionati motoristi affluirono da località lontane; gustosa è la relazione del viaggio a Livorno da Torino che Carlo Biscaretti di Ruffia (padre del collezionismo italiano e futuro fondatore del Museo dell’Automobile di Torino) fece, con il padre, sulla vetturetta di famiglia.
La Piombino Livorno fu la prima corsa ufficialmente organizzata in Toscana; fino ad allora le uscite con automobili erano solo scampagnate con sporadiche sfide fra i gentiluomini. Dopo questo evento le competizioni si diffusero rapidamente ( la più famosa fu la Coppa della Consuma promossa dal marchese Ginori) e contribuirono alla diffusione dell’automobile, veicolo che all’inizio del secolo scorso rivoluzionò la mobilità dell’uomo.
La rievocazione della Piombino – Livorno sarà l’occasione per ricordare una corsa dimenticata e far rivivere  un evento che segnò l’inizio dello sport motoristico in Toscana.

fonti: Il Telegrafo, La Gazzetta Livornese, L’Automobile, racconto di Carlo Biscaretti.